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Ristorante indiano Sarla
2012-05-25 11:12:12
Locuste
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Recensione
Data di visita
Novembre 09, 2005
Recensione
"Virtuosa semplicità": questo significa in indiano la parola "sarla", e non potrebbe esserci definizione migliore per un locale neonato (esiste solo dal 2003) ma già entrato nel cuore di molti milanesi amanti dell'esotico, per la sua posizione centralissima, i prezzi contenuti e la sobria ma intrigante atmosfera che vi si respira. I piatti cucinati con perizia e serviti con grande cortesia dal personale, interamente originario dell'India del Nord, si ispirano tutti al principio dell'annamayakosha. Non è una poetessa russa, ma il nome che le Upanishad danno al corpo: un termine che può essere tradotto letteralmente come "corpo fatto di cibo" e riconosce dunque l'importanza decisiva del nutrimento nella vita dell'uomo.
Il pranzo e la cena per l'India sono un momento di comunione con gli dei, che non possono partecipare al pranzo con il gusto, ma lo fanno assorbendo fumi e profumi della cucina: per questo ogni pietanza è estremamente speziata e aromatica. Il primo approccio può risultare traumatico: le salse che i visitatori trovano in tavola hanno sapori davvero intensi e inconsueti per chi non è abituato. Più "soft" l'impatto con gli antipasti: i samosa (fagottini di pasta ripieni di carne o verdura) e l'ottima verdura in pastella che va sotto il nome di pakora. Importante è anche seguire i consigli del personale che di volta in volta propone le specialità di stagione.
Nel menù non ci sono primi e secondi, ma piatti unici preparati con gli ingredienti base della cucina indiana: verdure, agnello, pollo, maiale, pesce, pane e riso. Per chi ama i sapori più forti si consigliano il chicken curry o il celebre tikka masala: spezzatino di pollo con pomodoro, crema e spezie, apparentemente indianissimo ma in realtà nato in Inghilterra. Più delicato il gusto dell'hariyali tikka, pollo marinato con verdure. Il tutto va rigorosamente accompagnato con riso proposto in diverse qualità: dal lemon chawal al limone all'handi biryani con verdure. Si beve birra indiana (Cobra o King Fisher) e si mangiano le tipiche focacce speziate (naan). Tra i dolci ottimi il gelato al pistacchio e il pista burfee, un "mattoncino" (non solo per la forma) di mandorle, pistacchio e latte.
Il pranzo e la cena per l'India sono un momento di comunione con gli dei, che non possono partecipare al pranzo con il gusto, ma lo fanno assorbendo fumi e profumi della cucina: per questo ogni pietanza è estremamente speziata e aromatica. Il primo approccio può risultare traumatico: le salse che i visitatori trovano in tavola hanno sapori davvero intensi e inconsueti per chi non è abituato. Più "soft" l'impatto con gli antipasti: i samosa (fagottini di pasta ripieni di carne o verdura) e l'ottima verdura in pastella che va sotto il nome di pakora. Importante è anche seguire i consigli del personale che di volta in volta propone le specialità di stagione.
Nel menù non ci sono primi e secondi, ma piatti unici preparati con gli ingredienti base della cucina indiana: verdure, agnello, pollo, maiale, pesce, pane e riso. Per chi ama i sapori più forti si consigliano il chicken curry o il celebre tikka masala: spezzatino di pollo con pomodoro, crema e spezie, apparentemente indianissimo ma in realtà nato in Inghilterra. Più delicato il gusto dell'hariyali tikka, pollo marinato con verdure. Il tutto va rigorosamente accompagnato con riso proposto in diverse qualità: dal lemon chawal al limone all'handi biryani con verdure. Si beve birra indiana (Cobra o King Fisher) e si mangiano le tipiche focacce speziate (naan). Tra i dolci ottimi il gelato al pistacchio e il pista burfee, un "mattoncino" (non solo per la forma) di mandorle, pistacchio e latte.
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