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Lou's Pier 47 - Restaurant and Blues Club
2012-05-25 11:02:28
Locuste
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Recensione
Data di visita
Agosto 27, 2010
Recensione
San Francisco non potrebbe essere più lontana dai bayou della Louisiana, eppure proprio nel cuore del Fisherman's Wharf, il quartiere dei pescatori affacciato sulla baia, c'è un angolo permeato dall'atmosfera del Sud. Il punto di forza del Lou's Restaurant è certamente il club al piano superiore, nel quale, per tutto l'arco della giornata, si alternano cantanti e gruppi musicali rigorosamente blues: di sera l'atmosfera si scalda e, dopo cena, è d'obbligo fare un salto di sopra per assistere alle esibizioni. Il livello del ristorante, purtroppo, non è altrettanto soddisfacente, sia per la qualità poco esaltante di alcuni piatti, sia per il servizio insolitamente scialbo se non addirittura sgarbato. Peccato, perché la location merita.
Paradossalmente, i piatti più consigliabili del menu non hanno nulla a che fare con la Louisiana, ma sono al contrario i capisaldi della tradizione locale. Il primo è il clam chowder, densa zuppetta di molluschi servita con gallette aromatizzate: qualunque sia il contenuto, il risultato è apprezzabile. Semplici peel and eat shrimp (gamberi bolliti) o steamed mussels (cozze) sono le altre opzioni più invitanti per aprire il pasto, anche se purtroppo l'aglio - in quantità esorbitanti - e una serie di salse incongrue sono in agguato. Da evitare le buffalo wings, che a dispetto del nome sono semplici alette di pollo rese quasi immangiabili da un condimento a base di formaggio e di una salsa misteriosa.
Con i secondi, che sono poi piatti unici, va decisamente meglio grazie alla presenza dello steamed dungeness crab, il piatto più tipico di San Francisco: un granchio del peso di quasi 1 kg al vapore, servito intero e, per una volta, senza condimenti invasivi. Davvero una prelibatezza, e il prezzo da pagare (circa 26 dollari) è più che meritato. Non altrettanto si può dire per l'indigesta jambalaya, un piatto di carne, pesce e riso piccante tipico della cucina cajun, qui non particolarmente riuscito così come il gumbo. Meglio optare per un fried seafood platter (calamari, gamberi, pesce e capesante, tutto fritto) o al limite per l'immancabile cioppino, zuppa di pesce al pomodoro. Tra le bevande tutte le principali birre californiane.
Paradossalmente, i piatti più consigliabili del menu non hanno nulla a che fare con la Louisiana, ma sono al contrario i capisaldi della tradizione locale. Il primo è il clam chowder, densa zuppetta di molluschi servita con gallette aromatizzate: qualunque sia il contenuto, il risultato è apprezzabile. Semplici peel and eat shrimp (gamberi bolliti) o steamed mussels (cozze) sono le altre opzioni più invitanti per aprire il pasto, anche se purtroppo l'aglio - in quantità esorbitanti - e una serie di salse incongrue sono in agguato. Da evitare le buffalo wings, che a dispetto del nome sono semplici alette di pollo rese quasi immangiabili da un condimento a base di formaggio e di una salsa misteriosa.
Con i secondi, che sono poi piatti unici, va decisamente meglio grazie alla presenza dello steamed dungeness crab, il piatto più tipico di San Francisco: un granchio del peso di quasi 1 kg al vapore, servito intero e, per una volta, senza condimenti invasivi. Davvero una prelibatezza, e il prezzo da pagare (circa 26 dollari) è più che meritato. Non altrettanto si può dire per l'indigesta jambalaya, un piatto di carne, pesce e riso piccante tipico della cucina cajun, qui non particolarmente riuscito così come il gumbo. Meglio optare per un fried seafood platter (calamari, gamberi, pesce e capesante, tutto fritto) o al limite per l'immancabile cioppino, zuppa di pesce al pomodoro. Tra le bevande tutte le principali birre californiane.
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