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La Trattoria Rossi
2012-05-25 05:46:43
Locuste
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Recensione
Data di visita
Gennaio 16, 2008
Recensione
Chiedete a un gallaratese (o a un abitante di qualunque altro comune del circondario) quali siano i piatti tipici della sua zona: invariabilmente vi risponderà che non ce ne sono o non li conosce. Invece la tradizione culinaria di Gallarate esiste, eccome: e se si è conservata negli anni evitando l’oblio lo si deve proprio a locali come questo, che continuano a proporre pietanze e ingredienti spesso dimenticati. La nostra prima visita a questo locale risale al 2004, nel corso della Rassegna Gastronomica dei Due Galli di cui non a caso il ristorante è stato fra i promotori; negli anni, la trattoria di Sergio Rossi non ha cambiato il suo approccio semplice ma efficace all’arte culinaria, pur ampliando e rinforzando il menu.
Il locale, di dimensioni ridottissime e situato in un angolino davvero nascosto, attira anche per l’atmosfera, che strizza l’occhio al liberty ma soprattutto al rustico (ci sono anche le classiche tovaglie a quadri), oltre che per i prezzi, rimasti piuttosto contenuti. Il menu inizia, invariabilmente, con il classico antipasto misto composto da salumi al taglio (ottimo il salamino di cavallo), bruschette con fagioli, polentina condita, crostini al lardo e miele e dall’ottima formaggina pepe e erburin, una saporita crema di formaggio. Vasto anche l’assortimento dei primi che comprende, tra gli altri, la casereccia zuppa di cipolle e i più che discreti tortelloni di ricotta ed erbette con gorgonzola e noci, oltre alle gettonate pappardelle al ragù di cinghiale e agli gnocchi alla fonduta tartufata. Ci sarebbe piaciuto riassaggiare lo splendido sformatino di ris in cagnün e perzeghitt (riso mantecato con finferli) della Rassegna, ma non si può avere tutto...
Porzioni generose e ricette tradizionali anche per i secondi, tra i quali domina senza dubbio la polenta con stufato d’asino, purtroppo resa meno appetitosa dalla consistenza non eccezionale della carne. Attirano anche lo stinchetto di maiale alla birra e il taleggio e gorgonzola con polenta mentre non è più nel menu (ma non è detto che non ci ritorni) l’ottimo ossobuco in fricassea con castagne di Crenna. Non mancano infine alcuni interessanti piatti fuori lista come le lumache con polenta e funghi e le costine alle verze e speck. Poco entusiasmanti i dolci, discreta comunque la torta al cioccolato bianco e nero. Non eccezionale il Dolcetto della casa. Da sottolineare invece la cortesia del servizio, con offerta finale del limoncello, e il conto non più basso come una volta ma ancora piuttosto contenuto.
Il locale, di dimensioni ridottissime e situato in un angolino davvero nascosto, attira anche per l’atmosfera, che strizza l’occhio al liberty ma soprattutto al rustico (ci sono anche le classiche tovaglie a quadri), oltre che per i prezzi, rimasti piuttosto contenuti. Il menu inizia, invariabilmente, con il classico antipasto misto composto da salumi al taglio (ottimo il salamino di cavallo), bruschette con fagioli, polentina condita, crostini al lardo e miele e dall’ottima formaggina pepe e erburin, una saporita crema di formaggio. Vasto anche l’assortimento dei primi che comprende, tra gli altri, la casereccia zuppa di cipolle e i più che discreti tortelloni di ricotta ed erbette con gorgonzola e noci, oltre alle gettonate pappardelle al ragù di cinghiale e agli gnocchi alla fonduta tartufata. Ci sarebbe piaciuto riassaggiare lo splendido sformatino di ris in cagnün e perzeghitt (riso mantecato con finferli) della Rassegna, ma non si può avere tutto...
Porzioni generose e ricette tradizionali anche per i secondi, tra i quali domina senza dubbio la polenta con stufato d’asino, purtroppo resa meno appetitosa dalla consistenza non eccezionale della carne. Attirano anche lo stinchetto di maiale alla birra e il taleggio e gorgonzola con polenta mentre non è più nel menu (ma non è detto che non ci ritorni) l’ottimo ossobuco in fricassea con castagne di Crenna. Non mancano infine alcuni interessanti piatti fuori lista come le lumache con polenta e funghi e le costine alle verze e speck. Poco entusiasmanti i dolci, discreta comunque la torta al cioccolato bianco e nero. Non eccezionale il Dolcetto della casa. Da sottolineare invece la cortesia del servizio, con offerta finale del limoncello, e il conto non più basso come una volta ma ancora piuttosto contenuto.
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