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Agriristoro Le Pinnette
2012-05-24 20:37:52
Locuste
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Recensione
Data di visita
Marzo 20, 2008
Recensione
Una cittadella del gusto nel pieno della campagna logudorese, a pochi chilometri dal mare. Solo pochi anni fa sarebbe sembrata un'utopia, oggi invece è realtà: merito della Domenico Manca, azienda produttrice dell'olio San Giuliano (pluripremiato in Italia e all'estero), che a pochi passi dall'aeroporto di Fertilia ha allestito nei suoi poderi un invidiabile complesso residenziale con appartamenti, residence e villini. E, soprattutto, con un ristorante di qualità, che basandosi sulla classica struttura dell'agriturismo introduce nel menu elementi originali e pregiati. Inconfondibile, il locale lo è sin dal primo sguardo: l'agriristoro è infatti realizzato secondo lo stile dei tradizionali edifici campestri in pietra, detti appunto pinnette (pinneddu), che una volta servivano da ricovero per i pastori della zona.
Grazie alla struttura circolare del locale, gli interni risultano particolarmente scenografici, e l'arredamento ispirato alla tradizione regionale completa la buona impressione iniziale. Una volta seduti a tavola, si comprende subito la filosofia del luogo: come in ogni agriturismo che si rispetti il menu e fisso e comprende un gran numero di antipasti, ma tra questi spiccano specialità difficili da gustare altrove, come i piedini d'agnello al sugo, i lumaconi e la còrdula (interiora), piatto tipicamente sassarese. Ci sono poi crocchette di patate e frittelle ripiene di carne (sorta di piccole panadas), pane carasau da gustare con crema di formaggio spalmabile o pasta d'acciughe, olive, salsiccia e prosciutto crudo. Da non perdere, ovviamente, un assaggio di pane con olio San Giuliano: eccezionale l'extravergine Fruttato. Solo il vino non è prodotto in loco: si tratta del discreto Rosso Alghero della cantina Santa Maria la Palma. Unica nota negativa per l'acqua: non ci sono infatti alternative alla locale San Martino, molto ricca di sali minerali e non adatta a tutti i palati.
Tra i primi non manca una nota di innovazione rispetto al consueto menu agrituristico della zona: accanto ai celebri culurgiones al sugo spunta infatti, nella stagione invernale, la fregula (tipica pasta di grano duro della zona) con funghi porcini, apprezzabile per il sapore del condimento ma purtroppo penalizzata dalla scarsità di sale. Come da copione invece i secondi: eccellente il maialino arrosto con patate - non preoccupatevi, è solo una traduzione italiana del termine "porcetto" - e degno di rilievo anche il cinghiale in agrodolce. Le porzioni davvero faraoniche rendono ardua l'impresa di arrivare a fine pasto, ma ne vale la pena: splendide le seadas della casa accompagnate dai classici dolcetti secchi (papassine e tiricche su tutti). Un buon caffé e un immancabile mirto chiudono un pasto decisamente soddisfacente per qualità e abbondanza, anche se il prezzo è superiore agli standard agrituristici.
Grazie alla struttura circolare del locale, gli interni risultano particolarmente scenografici, e l'arredamento ispirato alla tradizione regionale completa la buona impressione iniziale. Una volta seduti a tavola, si comprende subito la filosofia del luogo: come in ogni agriturismo che si rispetti il menu e fisso e comprende un gran numero di antipasti, ma tra questi spiccano specialità difficili da gustare altrove, come i piedini d'agnello al sugo, i lumaconi e la còrdula (interiora), piatto tipicamente sassarese. Ci sono poi crocchette di patate e frittelle ripiene di carne (sorta di piccole panadas), pane carasau da gustare con crema di formaggio spalmabile o pasta d'acciughe, olive, salsiccia e prosciutto crudo. Da non perdere, ovviamente, un assaggio di pane con olio San Giuliano: eccezionale l'extravergine Fruttato. Solo il vino non è prodotto in loco: si tratta del discreto Rosso Alghero della cantina Santa Maria la Palma. Unica nota negativa per l'acqua: non ci sono infatti alternative alla locale San Martino, molto ricca di sali minerali e non adatta a tutti i palati.
Tra i primi non manca una nota di innovazione rispetto al consueto menu agrituristico della zona: accanto ai celebri culurgiones al sugo spunta infatti, nella stagione invernale, la fregula (tipica pasta di grano duro della zona) con funghi porcini, apprezzabile per il sapore del condimento ma purtroppo penalizzata dalla scarsità di sale. Come da copione invece i secondi: eccellente il maialino arrosto con patate - non preoccupatevi, è solo una traduzione italiana del termine "porcetto" - e degno di rilievo anche il cinghiale in agrodolce. Le porzioni davvero faraoniche rendono ardua l'impresa di arrivare a fine pasto, ma ne vale la pena: splendide le seadas della casa accompagnate dai classici dolcetti secchi (papassine e tiricche su tutti). Un buon caffé e un immancabile mirto chiudono un pasto decisamente soddisfacente per qualità e abbondanza, anche se il prezzo è superiore agli standard agrituristici.
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