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Ristorante Mister Marlin
2012-05-23 20:50:40
Locuste
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Recensione
Data di visita
Ottobre 19, 2006
Recensione
Fra i locali più in voga della Milano "trendy", il ristorante Mister Marlin riscuote notevole successo nel popolo della notte - o quantomeno della serata - meneghina per svariati motivi: l'atmosfera cubana, dalla musica all'ambientazione fino alle speciali serate con animazione caraibica, e naturalmente la posizione in zona fiera. Purtroppo, però, i prezzi decisamente elevati (in linea con la maggior parte dei locali della zona) e l'attenzione rivolta, più che alla soddisfazione del cliente, all'aspetto puramente estetico dell'esercizio, lo rendono un ristorante decisamente sconsigliato per chi, in una cena, cerca soprattutto la buona cucina.
Sulla carta, l'offerta culinaria appare piuttosto interessante, con diversi piatti inconsueti ed esotici: chele di granchio, tagliolini agli scampi e funghi con alghe di mare, carne asada argentina. Come si può già intuire da questo breve elenco, tuttavia, gli abbinamenti tra i piatti, pur "scenograficamente" molto attraenti, appaiono poco curati e la coerenza del menu è merce rara. I due menu fissi proposti dal ristorante, al prezzo - di per sé inspiegabile - di 45 e 50 euro, si aprono con antipasti di scarso peso: focaccine al pomodoro e zucchine o al pesce spada e salmone.
Proseguendo si incontrano piatti di pasta ricercati, dalle pennette alla cubana al risotto zucchine e Saint Jacques, ma anche proposte meno originali come il risotto ai frutti di mare. Discreti i secondi: il più semplice è la tagliata alla Robespierre con patatine fritte, ma il menu propone anche arrosti misti al Gavi e tagliata di salmone primavera. Dolci nella norma (il soufflè di cioccolato non è particolarmente esaltante). Acqua, caffè e vini della casa completano una proposta gastronomica che non giustifica il conto finale (i prezzi alla carta sono, se possibile, ancor meno soddisfacenti di quelli sopra riportati).
Sulla carta, l'offerta culinaria appare piuttosto interessante, con diversi piatti inconsueti ed esotici: chele di granchio, tagliolini agli scampi e funghi con alghe di mare, carne asada argentina. Come si può già intuire da questo breve elenco, tuttavia, gli abbinamenti tra i piatti, pur "scenograficamente" molto attraenti, appaiono poco curati e la coerenza del menu è merce rara. I due menu fissi proposti dal ristorante, al prezzo - di per sé inspiegabile - di 45 e 50 euro, si aprono con antipasti di scarso peso: focaccine al pomodoro e zucchine o al pesce spada e salmone.
Proseguendo si incontrano piatti di pasta ricercati, dalle pennette alla cubana al risotto zucchine e Saint Jacques, ma anche proposte meno originali come il risotto ai frutti di mare. Discreti i secondi: il più semplice è la tagliata alla Robespierre con patatine fritte, ma il menu propone anche arrosti misti al Gavi e tagliata di salmone primavera. Dolci nella norma (il soufflè di cioccolato non è particolarmente esaltante). Acqua, caffè e vini della casa completano una proposta gastronomica che non giustifica il conto finale (i prezzi alla carta sono, se possibile, ancor meno soddisfacenti di quelli sopra riportati).
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