Osteria Grand'Hotel
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0Add
Indirizzo
Via / piazza
via Ascanio Sforza 75
Città
Milano
Regione
Lombardia
Provincia
Milano
Informazioni
Giorno di chiusura
lunedì
Orari
sera, domenica anche mezzogiorno
Coperti
60+70 esterni
Prezzi
45-50 €
Carte di credito
Sì
Contatti
Telefono
02-89511586
Telefono alternativo
02-89516153
Map
Opinione autore
Osteria Grand'Hotel
2012-05-21 21:50:14
Locuste
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Recensione
Data di visita
Giugno 30, 2009
Recensione
Inevitabile un po' di sconcerto nell'avvicinarsi a questo grazioso locale sul Naviglio Pavese, non foss'altro perché, come da tradizione della zona, nel breve raggio di pochi metri sorgono almeno 4 ristoranti di ogni tipo e risma. Una volta entrati nella corte che ospita l'osteria, però, le cose cambiano: atmosfera tranquilla, specialmente d'estate nell'accogliente e silenziosa veranda, e una piacevole cura dei particolari che fa la differenza. La qualità è il punto di forza del locale, che sceglie una cucina variegata e poco legata al territorio - con qualche luminosa eccezione - e si affida, senza sbandierarle, a materie prime di livello eccellente. L'esperienza è un po' meno soddisfacente dal punto di vista dei prezzi, qui come altrove un po' troppo elevati: primi tra gli 8 e i 10 euro, secondi da 14 a 20.
Ricca e interessante la lista degli antipasti: specialità della casa il paté d'anatra con pan brioche, ma citiamo anche il tortino di scalogno caramellato con aceto balsamico e il flan di zucchine, basilico e pomodorini. Le porzioni però non sono eccezionali. Da dieci e lode i primi: le trenette al ragù di alici e finocchietto selvatico sono davvero sublimi, ma stuzzicano anche i tagliolini di grano saraceno con salsa di piselli, gamberetti e pomodorini. Da testare gli spaghetti con cipollotto di Tropea i ravioli con provola affumicata e pomodorini ciliegia. Gioie e dolori invece per quanto riguarda i vini: la cantina è davvero molto fornita, ma i ricarichi sono particolarmente pesanti. Ciò non toglie che il Fiano di Avellino delle cantine Colli di Lapio meriti una citazione.
Nei secondi la cucina riscopre una vocazione alla tradizione locale, pur con qualche variazione sul tema. Ecco quindi comparire l'ottima viennese con pomodorini e rucola, una delle migliori assaggiate in città, e nella stagione invernale anche i bruscitt. Ma ci sono anche piatti di origine del tutto diversa come il delicato carpaccio di tonno e il saporito (anche se un po' striminzito) petto d'anatra in salsa di prugne. Prima del dolce da non perdere la selezione di formaggi con alcune punte come il pecorino di fossa e il Blu di Moncenisio. I dessert meritano un assaggio, e l'utilizzo di frutta freschissima si fa sentire: ottimi l'aspic di frutti di bosco alla panna acida e il crumble di pesche, così come la marquise di cioccolato alla spuma di fragole. Peccato solo per qualche lungaggine di troppo nel servizio.
Ricca e interessante la lista degli antipasti: specialità della casa il paté d'anatra con pan brioche, ma citiamo anche il tortino di scalogno caramellato con aceto balsamico e il flan di zucchine, basilico e pomodorini. Le porzioni però non sono eccezionali. Da dieci e lode i primi: le trenette al ragù di alici e finocchietto selvatico sono davvero sublimi, ma stuzzicano anche i tagliolini di grano saraceno con salsa di piselli, gamberetti e pomodorini. Da testare gli spaghetti con cipollotto di Tropea i ravioli con provola affumicata e pomodorini ciliegia. Gioie e dolori invece per quanto riguarda i vini: la cantina è davvero molto fornita, ma i ricarichi sono particolarmente pesanti. Ciò non toglie che il Fiano di Avellino delle cantine Colli di Lapio meriti una citazione.
Nei secondi la cucina riscopre una vocazione alla tradizione locale, pur con qualche variazione sul tema. Ecco quindi comparire l'ottima viennese con pomodorini e rucola, una delle migliori assaggiate in città, e nella stagione invernale anche i bruscitt. Ma ci sono anche piatti di origine del tutto diversa come il delicato carpaccio di tonno e il saporito (anche se un po' striminzito) petto d'anatra in salsa di prugne. Prima del dolce da non perdere la selezione di formaggi con alcune punte come il pecorino di fossa e il Blu di Moncenisio. I dessert meritano un assaggio, e l'utilizzo di frutta freschissima si fa sentire: ottimi l'aspic di frutti di bosco alla panna acida e il crumble di pesche, così come la marquise di cioccolato alla spuma di fragole. Peccato solo per qualche lungaggine di troppo nel servizio.
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