Recensione
Da fuori è praticamente impossibile trovarlo: isolato in una zona semiperiferica di Vigevano, il Decò sembra soltanto un angusto bar dove rifugiarsi per un veloce caffé. E invece all'interno attende una piccola, ma accogliente saletta (tre tavole apparecchiate con ogni ben di Dio) capace di riservare gustosissime sorprese. L'amore per la cucina toscana è il motore di questo locale, ma qui i prodotti della terra e degli allevamenti non sono certo quelli della regione di Dante e così l'osteria ha "riciclato" il suo menu con i piatti della tradizione locale, soprattutto della selvaggina. Un connubio piacevolissimo che ha dato risultati insperati.
Si comincia dunque con un crescendo di antipasti: dalla semplice salamella e dal prosciutto crudo fino a salumi di cinghiale, fagioli borlotti in salsa e con aglio, bruschette con salsiccia e tartufi o con l'ottima fegatella. I sapori sono già deliziosi, ma è con l'arrivo dei primi che si comprende ciò a cui si andrà incontro: gnocchi di patate con cervo e porcini e pappardelle al sugo di carne, entrambi serviti in porzioni generosissime, fanno capire anche al cliente più disattento che non sarà facile arrivare alla fine del pasto!
E infatti i secondi sono ancor più abbondanti e diversificati: salsiccia alla griglia, costine di cinghiale, quaglie arrosto al lardo (dal sapore delicatissimo), per finire con il cinghiale in salsa piccante e uno straordinario cervo alle erbe. Tutti piatti che meritano una degustazione, anche se le porzioni sono tutt'altro che da assaggio. Alla fine resta giusto lo spazio per i classici cantuccini con vin santo e un grappino digestivo. Prezzi modici se si escludono i vini: qui occorrerebbe una via di mezzo tra gli ottimi ma costosi prodotti della cantina - vedi il Chianti - e il vino della casa su cui il commento è superfluo. Nulla comunque può far svanire l'ottima impressione lasciata da uno dei ristoranti in cui torneremmo più volentieri.