Recensione
Siamo nei pressi dell'Università e del Parco Ducale, una delle zone più tranquille e accoglienti di Parma. Dal 1925 il ristorante Cocchi, fondato dal capostipite Paride e oggi all'annesso all'albergo Daniel, regala ai suoi ospiti un'accurata e rigorosa selezione di specialità locali, senza tralasciare una vasta scelta di vini. La cucina è decisamente all'altezza delle attese, curata e di qualità; bisogna però fare i conti con una fascia di prezzo alta, che riflette anche l'ambiente elegante e raffinato, forse troppo. Il servizio, pur impeccabile, risulta infatti un po' troppo freddo e formale.
Si comincia il pasto con una selezione di affettati, vanto della gastronomia locale: spiccano naturalmente il prosciutto di Parma, il culatello di Zibello, il salame di Felino. A cena è disponibile anche la torta fritta. Ottimo l'assortimento dei primi, che propongono accostamenti anche originali come quello dei tagliolini con carciofi e culatello, accanto ai tradizionali tortelli di zucca e ad altri piatti interessanti (tagliatelle al sugo d'anatra). Tra i secondi, da provare il carpaccio di manzo con rucola e grana; robusto il bollito misto. La carta dei vini, come detto, è alquanto ampia e strutturata con varie fasce di prezzo e di qualità.