Recensione
Per chi ama l'Emilia in tutte le sue manifestazioni non c'è nulla di meglio di una visita a questo ristorantino del centro storico di Modena, a patto che si sia disposti ad affrontre un'atmosfera che definire conviviale e informale è dire poco. La principale caratteristica del locale, infatti, è il servizio della vulcanica signora Ada - un mito cittadino - che, ben lungi dalla discrezione, non manca di intrattenere la clientela con commenti salaci e osservazioni al limite del boccaccesco! Tutto questo in un contesto intimo e raccolto, a prezzi adeguati per l'ampiezza dell'offerta culinaria (davvero generose le porzioni). L'unica risorsa di cui è necessario disporre abbondantemente, oltre alla capienza dello stomaco, è il tempo: tra una portata e l'altra possono passare anche una ventina di minuti. Attese colmate però da gustosissimi monologhi che vanno a costituire un repertorio ormai consolidato.
Il menu è praticamente fisso, e agli avventori (vittime della debordante loquacità della proprietaria) non resta che adeguarsi, con scarsissime possibilità di scelta. L'antipasto generalmente è costituito da salumi, con un culatello imperdibile, ma non mancano variazioni sul tema come i gamberi con zucchine e aceto balsamico, che qui è di casa, il polpo alla griglia con patate e le gustose frittatine alle verdure, sempre naturalmente con aceto balsamico. Per proseguire, la casa propone un eccellente tris di primi: impeccabili le lasagne verdi al ragù, corposi i tortelli burro e salvia, ma il non plus ultra sono i tortellini, in brodo o asciutti che siano. I piatti, come detto, sono davvero imponenti e non è raro che venga offerto un bis, anche perché il servizio è unico e contemporaneo per tutta la piccola sala.
Doveroso, comunque, lasciare spazio per il secondo: in questo campo la prima scelta va senz'altro all'ottimo stinco di maiale con patate, miglior esempio di una cucina robusta e senza troppe concessioni alla fantasia. Ad accompagnarlo in tavola, però, ci sono anche l'anatra e la faraona. Perfetto compendio a questo genere di piatti il Lambrusco della casa: anche qui non c'è scelta, la cantina è unica ma più che affidabile. Diversi i dolci disponibili, ma è d'obbligo un assaggio della falsa torta Barozzi, un'imitazione (dichiaratissima!) del celebre dolce al cioccolato di Vignola. Interessante anche il gelato accompagnato dall'inconsueto sciroppo di arance amare. Uno o più bicchieri di Nocino per chiudere un pasto che è anche un'esperienza unica, tra teatro, cucina e "stanze" di vita quotidiana.