Recensione
Tutto si può dire della "Goletta" meno che non sia un locale di successo. Nel fine settimana, in particolare, lo si trova immancabilmente strapieno e anche prenotando tempestivamente non è detto che si riesca a trovare posto (almeno non subito). Le ragioni di questo exploit? Essenzialmente i prezzi popolari, che consentono di portare a termine un'intera cena a base di pesce con meno di 30 euro - caso più unico che raro - oppure di concedersi una pizza margherita spendendone soltanto 2,80. Per questo il locale merita un sincero elogio, anche se non mancano le pecche: scarsa originalità nel menu e abbondanza delle porzioni inadeguata alla tipologia di ristorante.
L'ambiente, oltre che inevitabilmente affollato e rumoroso, è alquanto spartano, con classiche tovaglie a quadri e scarno arredamento; il servizio un po' approssimativo, ma comunque piuttosto rapido. La lista presenta una certa varietà di piatti ma si rifà quasi interamente alla tradizione, a cominciare dagli antipasti che propongono fra l'altro insalata di mare, cocktail di scampi e altri "classici". Più originali le capesante con sedano fritto, che però non convincono a fondo, e il trittico composto da carpaccio di tonno, insalata di polpo e gamberi. Le porzioni, come detto, sono piuttosto ridotte.
Tra i primi soddisfano le pappardelle con gamberi e punte di asparagi, un po' meno gli gnocchetti sardi con scampi. Da testare, in stagione, gli spaghetti scampi e porcini. Secondi: volendo puntare sul pesce, la cucina propone un'invitante orata alla livornese che si rivela però piuttosto insipida. Meglio i gamberoni o gli scampi alla griglia. In alternativa si può optare per la classica grigliata mista o per il pescato del giorno, al forno o al sale. Dolci al carrello nella media, con qualche variazione sul tema (torta limone e uvetta). Cantina non fornitissima, il Greco di Tufo è senza infamia e senza lode.