Recensione
La vera Brianza, intesa come rifugio immerso nel verde per i milanesi stressati dai ritmi della vita metropolitana, esiste ancora: l'espansione urbanistica l'ha soltanto costretta a spostare i suoi confini più a nord. Dalle parti di Carimate, tra un celebre golf club e un magnifico castello medioevale oggi utilizzato come albergo di lusso, il "buen retiro" è ancora intatto, e anche la frazione di Montesolaro trasuda benessere da tutti i pori. Proprio lungo la via principale sorge l'atipico ristorante La Cadrega, piccolo locale stracolmo di bottiglie e curiosi oggetti d'arredamento, caratterizzato dall'atmosfera conviviale e alla buona (ma apprezzato da ogni tipo di clientela). La denominazione non potrebbe essere più lombarda - la "cadrega", come ormai tutti sanno grazie agli sketch comici di Aldo, Giovanni e Giacomo, non è altro che la sedia - eppure l'oste, la cui cordialità è parte integrante del servizio, viene dal lontano Friuli. Ma la cucina deve tutto sommato poco al territorio e si incentra soprattutto sulla carne alla brace, scrupolosamente selezionata e servita con cura, a prezzi accessibili; il resto del menu è composto da pochi e collaudati piatti, con qualche saltuario innesto stagionale. Interessanti la cantina e soprattutto l'assortimento di liquori e distillati.
Il tenore del menu si intravede già dagli antipasti, quasi tutti a base di salumi: segnaliamo in particolare la bresaola con noci e l'appetitosa carne salada con aceto balsamico e songino, oltre ai crostini con lardo. Uno dei capisaldi del locale è la polenta taragna, che viene servita - oltre che in accompagnamento ai piatti di carne - con i condimenti più svariati: il gorgonzola è quello più classico, ma se si è fortunati si può gustare anche l'eccellente abbinamento con le lumache. Altri primi piatti, che non si discostano dal solco della tradizione, sono i tagliolini al tartufo e le pappardelle alla selvaggina; le porzioni sono misurate ma soddisfacenti. Il vino della casa è l'eccentrico Cabernet Sauvignon "...capito!" delle cantine Folino: sufficiente, anche se come accennato non mancano le alternative.
Il piatto forte è indubbiamente costituito dai secondi di carne alla brace. La scelta dei tagli si riduce in pratica a tre: costata, filetto e fiorentina, tutti serviti con contorno di polenta e patatine fritte. L'unica variante è costituita dalla cosiddetta "toscanaccia", bistecca di circa 1 kg meno pregiata e più cotta della fiorentina. Quest'ultima, comunque, è davvero da consigliare (anche per due persone) per sapore e morbidezza; eccellente anche il filetto. Ampia la scelta di dolci casalinghi: peculiare la torta di Montevecchia (a base di formaggio caprino), discreta la torta agli amaretti e pesche, non mancano tiramisu, salame di cioccolato e sorbetto al limone. Il post-cena è assicurato con uno o più bicchierini di amaro, liquore alla liquirizia e soprattutto grappa: alla mela verde, alle pere Williams, al mirtillo, alle fragoline di bosco. Conto finale decisamente abbordabile, intorno ai 40 euro per un pasto completo.